Visita dell' Abbazia di Farfa

Fondamentale nella storia medioevale della Sabina fu il ruolo svolto dall' Abbazia di Farfa, la cui influenza valicò per lungo tempo i confini della regione, estendendosi su larga parte dell' Italia centrale. Secondo il 'Regestu', una preziosa raccolta del monaco Farfense Gregorio da Catino, l' Abbazia sarebbe nata nel 369, ad opera di Lorenzo Siro, venuto dall' Oriente forse attratto dalla vicinanza del luogo a Roma. Risparmiata dai Goti, Farfa risentì invece dell' invasione dei Longobardi dai quali fu praticamente distrutta. Il progressivo miglioramento dei rapporti tra i Longobardi e la Chiesa, consentì nel 680 la ricostruzione dell' Abbazia. Ben presto i monaci divennero potenti, estendendo il loro controllo anche su molti castelli e acquistando, con la bolla del Papa Giovanni VII nel 705, una relativa autonomia dal potere episcopale. Con Carlo Magno l' Abbazia di Farfa, arricchita con una nuova grande basilica, un palazzo imperiale ed altre cinque chiese, migliorò sensibilmete la propria condizione avviandosi a raggiungere il massimo dello splendore con l' abate Sicardo. L' imperatore infatti prese sotto la propria protezione l' abbazia; ciò tra l' altro comportò il conferimento del privilegio feudale, che consisteva nel poter riscuotere le imposte, esigere prestazioni, amministrare la giustuiza. Oggi Farfa, monumento nazionale dal 1928, ha perso un po' della vitalità che si era manifestata nei primi decenni del secolo e seguendo la sorte di tanti altri centri della Sabina sopravvive solamente grazie alle correnti turistiche che vi affluiscono.

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